lunedì 24 agosto 2009

days...

dopo la Grande Mela non son state molte le occasioni in cui scrivere.. quindi riassuntino veloce veloce:
- dopo la frenesia e il caos metropolitano di NY ci siamo isolati dal mondo per alcuni giorni lungo le sponde del lago Paradox(Adirondack Park) in un bel cottage isolato da internet e dalle reti telefoniche. rilassante

- Quebec: quebec city e' una bella cittadina, ma la cosa piu esaltante e che sicuramente provochera un po' di invidia a qualcuno e stata l'uscita col gommone alla ricerca delle balene. mooolto emozionante

-Montreal: la citta' e' bella,o almeno a noi e' piaciuta. Jolie(qui si parla ancora francese)

-Kingston: finalmente arriviamo alla nuova casa (temporanea, mi raccomando..) del Paolino. Sarebbe potuta essere la capitale del canada, e si capisce perche, ne ha tutte le carte in regola.. il polo universitario sembra davvero molto bello, e il lago ontario(su cui si affaccia) e' maestoso. Qui ci facciamo prendere da uno shopping compulsivodurato un paio di ore intensissime :). Bella sorpresa

Ora scrivo da un bell'ostello nel centro di Toronto, a due passi dalla CN tower,e' l'1.40, ho sonno, e la tastiera non ha le lettere accentate. buonanotte a tutti

sabato 15 agosto 2009

day 4

15.08.09
migliaia
milioni
multietnici
frenetici
veloci
lenti
stanchi
distrutti
fermi
immobili
...
piedi.

venerdì 14 agosto 2009

day 3

14.08.09

Il mondo è pieno di bellissime città. Oggi per la prima volta, qualcuno di noi ha potuto ammirare, da distanza sufficiente per metterla a fuoco, una tra le migliori che il "character" dell'uomo abbia mai saputo creare. In tutta la sua geniale creatività edilizia.
Il Metropolitan Museum è enorme; qualcuno ha detto che per averlo visitato in così poco tempo avevamo ai piedi i pattini, per scivolare agilmente tra le infinite labirintiche stanze che ospitano le tracce della nostra storia.
New York è enorme. Per apprezzarne a pieno la bellezza del complesso urbanistico è necessaria una crociera di due ore, a cavallo del tramonto sulla costa sud di Manhattan. La città più "zuccherina" (sugar = money) del mondo, la Grande Mela, si è manifestata ai nostri occhi con le luci di uffici ancora al lavoro che rimanevano sole a tracciare la forma dei suoi palazzi. Rockfeller, Chrysler, ONU, Empire. E poi la storia di chi arrivato da lontano col viagggio di una vita ha fatto di questa città la realtà più multietnica mai esistita; inglesi, africani, indiani, cinesi, italiani da Ellis Island a costruirsi una nuova vita e a costruire tutto questo splendore.
I compagni di viaggio ora strascicano stanchi le ultime conversazioni e le ultime canzonette prima di andare a letto. Necessitiamo di riposo, definitivamente. Domani altro giorno di scoperte metropolitane.

giovedì 13 agosto 2009

day 2 13.08.09

New York è soprattutto "people".
Gente. Persone. Uomini. Human.
Così ci accoglie l'installazione luminosa nell'atrio del MoMA.
Human Human Desire Dream Need.
Gente siamo noi. Spaesati in questa grande città, in questo nuovo mondo.
Ci lasciamo guidare da un giovane afroamericano per la colazione.The first american one. Ci lasciamo guidare, con il naso in su, da chi ha costruito i grattacieli di Midtown, figli di emigranti, emigranti o americani veri.
Uomini sono Picasso, Cezanne, Van Gogh, Mondrian, Boccioni, Balla, Dali, Wahrol, Klimt, Pollock (combina guai, ndr), Arp, Siqueiro. Guidano i nostri occhi, ma penetrano l'anima, le emozioni, aprono la mente. (ci fanno tornare bambini..."don't touch", nrc-nota redazione canadese)
Persone siamo divenuti grazie alla nostra storia. Lo stupore di fronte ai reperti dei dinosauri, alla nascita della terra, ai nostri antenati, alle meraviglie della natura, a culture diverse, ci accompagna tra scale e sale del Natural History Museum.
Gente. Nel verde di Central Park, Shakespeare Garden. Sulle terrazze di Belvedere Castle, sui diamanti del Great Lawn.
Gente noi. Sguardo stanco ma sereno tra i newyorkers della Subway...
Piedi stanchi e occhi socchiusi nel nostro appartamento di Chelsea...
Parole amiche, sorrisi e battute (no comment). Insomma noi.
Goodnoight Big Apple.
See you tomorrow...

mercoledì 12 agosto 2009

day 1

12.08.09
Prenotare un volo Malpensa-NewYork scegliendo Alitalia come compagnia significa nascondere dentro di sé una vena di intrinseco masochismo.. O, se non altro, un inconscio fascino per il rischio e per la dea Fortuna.
Ma si sa la fortuna aiuta gli audaci! ...
Bastano pochi minuti per capire che noi questa volta, noi audaci non lo siamo stati.. I comodissimi monitor dove si possono vedere i film, fare giochi, seguire la rotta dell'aereo, ecc..non funzionano, e passano diversi minuti prima che il problema si risolva in "quasi" tutto l'aereo.. i nostro settore ovviamente rimane isolato. Il disguido sarebbe anche sopportabile, non fosse per l'immancabile "rompiballe" del sedile dietro che non perde occasione per lamentarsi con chiunque abbia le sembianze di una hostess.
NY ci accoglie con un cielo nuvoloso che costringe l'aereo a ritardare di un po' l'atterraggio.
atterraggio.
applauso (immancabilmente italiano).
Dopo una telefonata (rocambolesca) per avvisare il nostro carissimo Esteban :/ che siamo atterrati ci dirigiamo verso i taxi.
Eccolo, grande, giallo spazioso, veloce.. cazzo, troppo veloce! Keith Lee, il nostro autista, uomo di colore di mezza età, si dimostra essere un funambolico amante del rally cittadino: sorpassi, clacson, semafori come optional, e con un tempo record siamo alla 15th street di Manhattan..
arrivati.